questo mondo ha già abbastanza ego infervorati a piede libero senza che io lasci uscire il mio sull'onda di una qualche famelica ricerca d'amore.
Postato da cilicocca domenica, 06 luglio 2008 alle 12:23.
poi balli,
poi bevi,
poi cadi,
poi cresci e mi basta.
grazie di aver passato parte di questi tuoi quindici anni insieme a me;
graziedi essere sempre stata la mia amica tosta;
grazie del pane carasau e di tutte le volte che abbiamo ballato come matte;
grazie di avermi tenuto la fronte e di non avermi mai lasciato sola;
grazie per quando abbiamo riso e abbiamo pianto insieme;
grazie della trippa di Manuel Agnelli in prima fila e di maledetta primavera cantata a squarciagola in qualsiasi momento;
e ti ringrazio per aver condiviso con me l'emozione dei tacchi a spillo,dei muffin, dei buoni propositi per l'anno nuovo e dell' orchestra di piazza vittorio in quella triste mattinata invernale.
il punto è che,anche nella vita quotidiana, un futuro senza di te non riuscirei proprio ad immaginarlo.
spero che tu riesca a capirlo, nonostante le parole non arrivino o siano uguali a tutte le altre che hai ricevuto oggi;
perchè tu sei amata, tu sei bella.
e oggi eri felice, e brillavi come non mai.
perciò continua a splendere, diamante matto.
tanti auguri!
Postato da cilicocca giovedì, 29 maggio 2008 alle 23:26.
si parte
si parte
allegri ragazzi si parte.
Postato da cilicocca martedì, 18 marzo 2008 alle 21:56.
un po' troppi sonniferi e pasticche per i dolori mestruali ogni tanto ho voglia di fare una piroetta o di saltare sopra qualche cosa jump in de line, rock your body in time cercando di non ascoltare i miei genitori che si urlano contro un tempo erano anche innamorati ma oh oh oh le cose cambiano sognare ricattatori ermafroditi e sfiorare erezioni per caso pago il riscatto con le borse degli occhi piene di foto e di sogni interrotti "come mai sei tesa? di cosa hai paura" "non ho paura, è che mi stai facendo il solletico" gola secca e gambe non proprio stabili di fronte a quell'espressione così estranea ancora tu, non mi sorprende lo sai ancora tu, ma non dovevamo vederci più? ritrovarmi a cantare Renato Zero a squarciagola in un pigro mercoledì pomeriggio per poi ricordarmi di quanto mi stia sul cazzo quell'uomo sentirci trasgressive saltando scuola e rifugiarci a castel santangelo mimando cartoni animati o improvvisando coreografie di danza classica un weekend passato nei silenzi di una persona a cui sono legata solo in quanto devo metà della esistenza dai suoi spermatozoi e trovarsi a pensare a qualcuno e al modo con cui mi prende la mano o a come ride mi abbraccia o a come muove la bocca quando parla e mi piace riuscire ad essere me stessa e starmi anche piuttosto simpatica e mi piace che mi dica che sono bellissima mammamia quanta allègria ma je vois la via en rose e dopotutto sto solo cercando di accomodarmi in modo gentile nello spazio gentile che spero lui non smetta di rendere disponibile per il mio cuore e per me che bello sentirsi un po' James Joyce o qualche altro vecchio lupo di mare scrivendo cose patetiche senza l'uso della punteggiatura a questo punto direi che è il caso di concludere questa sgorbia e cominciare daccapo e ragionare, sì.
Postato da cilicocca lunedì, 03 marzo 2008 alle 22:17.
ma quando provo ad approdare alla verità sui miei sentimenti non ci riesco.
non c'è alcuna legge naturale, e quando sto stesa immobile e mi lascio andare è solo per ritrovarmi a lottare in quel mondo sospeso, fatto di notti insonni dove troppo spesso ho il cuore che batte forte e il corpo madido di sudore;
ma non c'è niente con cui sfogarsi, solo un' oscurità sconfinata in cui non so cosa mi sto inventando.
Postato da cilicocca lunedì, 14 gennaio 2008 alle 11:48.
<< con tutta me stessa avrei voluto fermarmi: smettere di pensare, smettere di vivere. il pensiero che ci sarebbe stato un domani, e poi un dopodomani, e poi una settimana, non mi era mai sembrato tanto insopportabile. continuare a vivere nei giorni a venire con quella sensazione di sconforto totale, mi ripugnava. mi era ingrata anche la mia figura che percorreva le strade come quella di qualsiasi altro passante notturno senza rivelare lo scompiglio che avevo dentro. >>
ricordo di aver letto da qualche parte che la mancanza è un qualcosa che non può essere descritto, ma solo sentito.
e quando una persona lascia del vuoto alle sue spalle, la sua mancanza è qualcosa che toglie il respiro, che ti spinge solo ad affondare nei ricordi, sprofondando con mani, testa e cuore.
e tutto ciò che avevi vissuto insieme a lei ti si sbriciola addosso, inesorabilmente.
e se ne vanno i baci sulle panchine (stimolando la rabbia dei passanti), e la complicità che si era creata;
se ne va il tè con i biscotti davanti a qualche film inutile;
se ne vanno quegli sguardi che mi sembravano voler dire così tante cose;
se ne vanno i pomeriggi passati a rotolarci sul lettone, che mi piacevano tanto e mi facevano sentire lontana anni luce da tutto il resto;
se ne va tutta quella dolcezza, se ne vanno le promesse fatte ma poi non rispettate fino in fondo.
tutto perso, come lacrime nella pioggia.
ma stare troppo tempo soli con i ricordi alle lunghe fa perdere la cognizione della realtà, e una piatta domenica piovosa decidi di uscire e toh! ti accorgi che il mondo è ancora lo stesso, nonostante tutto.
e allora ti sorge il dubbio che magari anche tu possa tornare la persona di prima, magari anche con un po' di forza in più.
ti rendi conto che ci sono un sacco di altre cose per cui valga la pena di andare avanti, di reagire.
c'è il fascino di conoscere una persona che si era sempre vista dietro un monitor e scoprire che a un semisconosciuto si possono dire un sacco di cose, e allora camminare senza meta per i dintorni di termini per ore non sembra poi così insensato.
c'è la soddisfazione di prendere un + in latino per sentirsi il Cicerone del ventunesimo secolo.
c'è il dimagrire di qualche chilo che ti fa sentire meno anatroccolo.
e poi ci sono quelle piccole stronzate che riescono a farti sorridere ogni giorno, almeno un po'.
"aah-aah-aah-aaaaaaaaaaah! ah-ah-ah-AAAAAAH!" (ma questo solo quattro persone al mondo possono capirlo.)
quando tutto sembra sbriciolarsi addosso e tu vai a fondo,
basterà un pensiero a farti volare.
Postato da cilicocca lunedì, 07 gennaio 2008 alle 18:04.
un uomo di nome Percy Sledge nel millenovecentosessantasei cantava che quando un uomo ama una donna non riesce a pensare ad altro, e rinuncia a tutto quello che ha pur di tenersela stretta.
When a man loves a woman/Spend his very last dime/Tryin to hold on to what he needs /Give up all of his comforts/Go out and sleep out in the rain/Is she say, "Baby that is how it’s gonna be".
ma evidentemente chiedo troppo.
amen.
Postato da cilicocca sabato, 29 dicembre 2007 alle 00:16.
and you hide, hide, hide,
behind brown and mild eyes.
confused.
Postato da cilicocca martedì, 11 dicembre 2007 alle 22:18.
guardaguardaincampoc'èunanuovagiocatricemilailsuonomeèetalentohapertre/
làtrailpubblicoleisashirosenesta,ilsuocuoreorasìbattebatteforte,forteforte!/
milaeshiroduecuorinellapallavolo,shiroemilaamoreaprimavistaè/
milaeshiroduecuorinellapallavolo,shiroemilachedolcesentimentoè/
sempresemprecosì,saràpermilaeshirosempresemprecosì/shiro è un gran campione già mentre mila è riserva ma con grinta lei lo sa campionessa diverrà!
certo ancora lei dovrà allenarsi molto ed un giorno lei sarà forse la più brava, brava, brava!/
milaeshiroduecuorinellapallavolo,shiroemilaamoreaprimavistaè/
milaeshiroduecuorinellapallavolo,
shiroemilachedolcesentimentoè/sempresemprecosì,saràpermilaeshirosempresempre così./
e perchè Carlo abbia riposto tutte le speranze della squadra in una mummia ragionevole e ottimista come certi funzionari giovani di amnesty international è uno di quei misteri che non sapremo mai spiegare.
ohh, ma lei è come Mila, ha iniziato la sua carriera pallavolistica nel ruolo di raccattapalle e ora ha preso il posto della sottoscritta, pensa che brava!
e per quanto possa volerle bene, io non ce la faccio a essere felice per lei.
è più forte di me.
e avrei dovuto evitare di piangere come una cretina tutto il tempo, con l'unico risultato di sembrare un panda assassino e spaventare la squadra avversaria.
e dal momento che mi sento molto la donna che sussurrava ai delfini, credo che sarebbe il caso di dedicarmi interamente a questa attività.
oppure entrare nel magico gruppo dell'italo svevo eeeh ooooh, che son così carine.
che amarezza.
Carlo non mi urlerà mai più forte forte forte forte! quando sono in battuta, perchè ormai è il suo ruolo, e lei sa mandare la palla nell'altro campo anche senza particolari incoraggiamenti.
Carlo non mi dirà più di piantare i piedi bene a terra, non mi dirà di avere fiducia in me stessa (forse perchè lui in me non ne ha più).
e Carlo non chiamerà più un tempo solo per me, non mi racconterà più la storia del contenitore con il fulcro che ondeggia da una parte all'altra.
e non riuscirò più a cantare
tutti a destra uohò tutti a sinistra uohò tutti al centro uohò er noi so so so!
con la stesso entusiasmo che ci ho sempre messo, perchè le vittorie non saranno più mie.
so di essere un'egoista.
mi passerà.
Postato da cilicocca venerdì, 30 novembre 2007 alle 22:36.
è tutto così perfetto, così soffice, che quasi mi fa paura.
Postato da cilicocca lunedì, 26 novembre 2007 alle 14:48.

